venerdì 14 giugno 2013

677 - Da hobbista a professionista: il grande salto - Decalogo su come iniziare (con nota finale per chi vorrebbe ma ancora non può)

Diverse volte qui nel blog, ho parlato del mio cambiamento di vita avvenuto ormai quasi venti anni fa - cambiamento di cui non mi sono mai pentita.  Ho raccontato come è successo, ho cercato di dare incoraggiamenti a chi aveva lo stesso desiderio, ho raccontato di altre che lo avevano fatto
Ho, attraverso interviste a donne creative e coraggiose, cercato di spargere ispirazioni e semi buoni.
Forse per questo motivo, forse perché mi posso ormai considerare una veterana del settore cambiamenti di vita e promozione di se stesse attraverso internet (e non solo) mi giungono spesso email da persone, specialmente ragazze e donne, che vorrebbero intraprendere lo stesso percorso. Mi chiedono consigli, delucidazioni, che do sempre volentieri, aggiungendo quell'incoraggiamento necessario di cui siamo sempre così bisognose.

Ho così pensato che potrebbe essere utile e interessante raccoglierli questi suggerimenti, dare loro una sorta di ordine e condividerli perché possano essere di aiuto e ispirazione a chiunque ne abbia bisogno.

Inizierò oggi con un decalogo - che è poi di 11 punti :) - generico, sui passi, secondo me, necessari quando si voglia cominciare a fare sul serio.

Sottolineo che questi ovviamente sono solo miei suggerimenti, cose che io ho imparato sperimentando e mettendomi in gioco ogni giorno. Non prendetemi troppo alla lettera: trasformate ogni mio consiglio in ciò che è più adatto per voi.
Iniziamo? Iniziamo :)


Revive - dipinto originale disponibile qui


 1 - Il prodotto che offrite deve piacere a voi per prime. Anzi, mi spingo più in là: non solo vi deve piacere, ne dovete essere innamorate. Di qualsiasi cosa si tratti - dipinti, gioielli, abiti, accessori, cibi buonissimi, libri, etc - vorreste voi per prime averne un numero infinito, vorreste indossare solo quello, riempirvene la casa, vederlo per prima cosa quando vi svegliate al mattino. Non è consigliabile proporre agli altri qualcosa di cui non siamo pienamente convinte, qualcosa che non ci faccia battere il cuore ogni volta che lo vediamo, ogni volta che siamo impegnate a crearlo. Se voi per prime non siete sicure, soddisfatte, non amate profondamente ciò che offrite, questo verrà certamente registrato dai vostri potenziali clienti. Così come verranno captate - dalle antennine che tutti abbiamo - la gioia, la soddisfazione, l'essere veramente e pienamente felici del vostro prodotto. Attenzione però! Essere pienamente soddisfatte di ciò che offrite non significa che questo non potrà essere migliorato nel tempo: il fatto che sia un prodotto in divenire fa parte del processo gioioso di creazione. Siamo esseri in crescita, c'è sempre spazio per migliorare noi stesse e ciò che offriamo, ma, nel momento in cui voi proponete qualcosa, questa deve essere ai vostri occhi splendida, bellissima, la migliore che in quel momento voi possiate creare.

2 - Siate professionali: non si tratta più di un hobby, abbiamo fatto il salto - o lo stiamo per fare, o aneliamo a farlo. Professionalità significa riconoscere il proprio ruolo e non relegarlo in un ambito marginale. Professionalità significa una serie di azioni necessarie e obbligatorie, quali programmazione, studio, un certo numero di ore di lavoro giornaliero, attraversando anche momenti noiosi, ma necessari. Significa rispettare le scadenze - anche quelle che ci diamo noi - motivare le nostre scelte. Significa rispondere gentilmente e con pazienza alle richieste che ci giungono, non necessariamente accettandole tutte, anzi, il contrario: professionalità è anche saper dire di no.

3 - Siate in regola con le vostre entrate. Essere professionali significa anche questo. Essere in regola con i nostri guadagni, non è solo un atto civile di fondamentale importanza, ma è anche un modo per sentirci pienamente parte di un ruolo. Non è difficile, ci sono molte forme per farlo, adatte ad ogni tipo di entrata. Se aprire una partita iva in fase iniziale della vostra nuova o auspicata attività vi spaventa, non è necessario farlo subito. Ci sono altre forme per mettervi in regola. Non sono un'esperta del settore, ma se consultate un commercialista potrete trovare assieme il metodo migliore per voi.

4 - Non vergognatevi MAI nell'offrire il vostro prodotto, nel pubblicizzarlo - sia on line che dal vivo. Non state facendo un torto a nessuno, non state offendendo nessuno, non state facendo niente di male. State mostrando qualcosa che create con gioia anche allo scopo di averne un guadagno. Non siete una multinazionale che sfrutta l'ambiente e le persone. Siete un onesto artigiano/artista che vuole vivere con il proprio lavoro. Se qualcuno non sarà interessato, semplicemente smetterà di guardarvi, di seguirvi. Se non apprezzeranno quello che offrite non lo acquisteranno. Ma non dovete mai, nel modo più assoluto, vergognarvi.

5 - Chiarezza innanzitutto. La chiarezza sia persino preferibile alla bellezza. Chiarezza nel comunicare chi siete, cosa fate, come lo fate, come e a quanto lo vendete. Sono preferibili un sito e un blog semplici, snelli, chiari, in cui ogni informazione importante sia ben raggiungibile, e molto ben esposta, a blog o siti magari bellissimi, ricchissimi, ma farraginosi, troppo pieni di informazioni, incomprensibili. Prediligete, in ogni vostra comunicazione, la semplicità. Tutti devono capire subito chi siete, cosa offrite e come. Chiarezza anche nei social network, evitando post troppo personali fatti magari di quattro parole incomprensibili. Questo annoia, innervosisce. Non è creando un'aura misteriosa ed enigmatica che attirerete interesse. Tenetelo a mente.

6 - Osservate, osservate, osservate. Cosa? Il lavoro di chi ha fatto il vostro tipo di scelta, il loro modo di promuoversi e comunicare. Da tutti c'è qualcosa da imparare, specie, ovviamente, da chi ammirate. Promuovete questi ultimi a ruolo di mentori (seppure inconsapevoli): lasciate che vi ispirino. Ma, c'è quasi sempre un ma :),  fidatevi poi del vostro intuito e lasciate che sia la vostra personalità a parlare. Non siate copie di nessuno, osservate e imparate da tutti, ma siate solo, e sempre più, voi stesse.

7 - Organizzatevi. Effettuare, anche un minimo - se proprio siete allergiche al concetto - di programmazione è indispensabile. Tenete vari quaderni: uno per annotare genericamente tutti i progetti che vi vengono in mente, altri per sviluppare ognuno dei progetti che avrete annotato nel primo. Per alcuni di questi progetti occorreranno anni prima che possano vedere la luce, altri potrete realizzarli in pochi giorni o settimane. Proprio per questo, programmare le cose, mettere nero su bianco, scrivendo tutto, anche le domande alle quali al momento non avete risposta, è importante. Cercate di tenere fede a tutte le idee che vi vengono in mente, vagliatele una ad una con attenzione dando loro un ordine di importanza. Un minimo di programmazione in questo senso è importante, non solo per tenere a mente tutto, ma anche per non essere travolte. Ma attenzione (ecco il ma :)), essere travolte sarà inevitabile quando avrete quell'idea fantastica, meravigliosa, imprescindibile, irrimandabile che, finché non sarà realizzata, si prenderà ogni ora del vostro tempo.

8 - Sì ho pronunciato quella spaventosa parola. Tempo. Non c'è n'è mai, non basta mai, è sempre preso da qualcos'altro. L'argomento è spinoso, richiederebbe un solo post tutto per sè, ma è indispensabile affrontarlo. Cercare di darsi un orario giornaliero è un atto che potrebbe apparire di costrizione, poca libertà, soffocante. Ma, senza un minimo di pianificazione, è molto difficile non essere travolte da una sorta di caos improduttivo che va a risucchiare anche quello che dovrebbe essere tempo libero, di puro svago. Dunque trovate un vostro modo per affrontare la cosa. Createvi degli schemi per i vari periodi, fate una sorta di programmazione settimanale e poi giornaliera, in cui sistemare pressappoco tutto. Essere professionali è passare anche da qui.

9 - Siate equilibrate. Può accadare, specie i primi tempi di una nuova attività tanto sognata e preparata con amore, che vogliate fare quello per dodici ore ogni giorno. Lo so, ci sono passata. Ma in questo modo, o inevitabilmente finirete per trascurare il resto, o, se siete delle reginette del faccio tutto io e lo faccio bene, finirete per esaurirvi molto presto. Cercate dunque di non farvi travolgere dall'impazienza e dalla voglia di fare troppo, prendendovi, SEMPRE all'interno di ogni giornata e più ampiamente all'interno di ogni settimana, alcune ore, o un intero pomeriggio, o anche un'intera giornata, in cui nel modo più assoluto non vi dedicherete alla vostra attività ma solo al riposo, alle passeggiate, alla lettura, allo svago.

10 -  Lasciate che OGNI COSA vi ispiri. A questo proposito portate sempre con voi taccuino e macchina fotografica per fissare con poche parole o un'immagine ognuna delle cose che vi colpisce. Siate curiose, aperte, recettive. Guardate sempre tutto con sguardo nuovo, come se, ogni volta che lo vedete, fosse la prima.

11 - DIVERTITEVI!


In sé - dipinto originale disponibile qui


Bene.
Ho cercato di essere più coincisa possibile: ognuno di questi punti potrebbe essere sviluppato in modo molto più ampio e  approfondito. Non è però questo il post e il momento per farlo. Spero di esservi stata utile e di ispirazione. Ognuna delle vostre aggiunte, proposte, puntualizzazioni, sarà utile e benvenuta.
Così come mi sarà utile sapere cosa pensate di questo genere di argomento. Vorreste altri decaloghi in futuro? Avete argomenti o curiosità particolari di cui vorreste io trattassi?
Scrivetemelo qui sotto.

Per oggi un abbraccio e un saluto e alla prossima!


***

Aggiungo una breve nota per coloro che il grande salto ancora non lo hanno fatto, ma lo stanno sognando, cullando, preparando, anelando...
Quello che vorrei suggerirvi è: fingete. Con voi stesse, intendo :)
Fate finta di averlo già fatto, il benedetto salto. O fate come se doveste farlo domani. 
Provate dunque, per tutto il tempo che potrete/vorrete, ad applicare comunque questo decalogo, adattato alle vostre esigenze di vita e lavoro attuali, in modo da potervi abituare all'idea di un vero cambiamento. A fargli spazio. 
Quello della finzione è un metodo abbastanza sperimentato di cui ho letto più volte. Fingere di avere già ciò che tanto vorremmo, comportarsi come se fosse già nostro, pare apra diverse porte. Sblocchi diversi meccanismi incastrati. Provate. Una finzione convinta :)
E buona fortuna perché possa diventare prestissimo realtà.



martedì 4 giugno 2013

681 - Miro sulla rivista Andersen!

Sono Miro-centrica? Miro-dipendente? Miro-focalizzata?
Probabilmente sì!
Perdonate dunque l'ennesimo post sul mio ciclista preferito, ma quest'uomo mi sta dando belle soddisfazioni. 
Come questa che segue: una recensione su Andersen, la più prestigiosa rivista italiana sulla cultura per l'infanzia e l'adolescenza, a cura di Walter Fochesato, uno dei più profondi conoscitori e critici in materia.
Per questo motivo, anche, probabilmente, il più temuto dagli addetti ai lavori :)





Potete dunque immaginare la sorpresa e la gioa di trovare, sul numero di Giugno, le sue parole di apprezzamento!
Non potevo non condividerle qui sul mio blog, dove la storia di Miro è stata narrata e seguita fin dagli esordi.
Grazie per la pazienza con cui anche voi seguite e salutate il nostro amico in bicicletta, l'amante del viaggio lento, degli incontri fatti per strada e gustati uno per uno, delle piccole gioie quotidiane.

Vai Miro, continua a pedalare, che la strada è lunga!


***

Se non conoscete ancora Andersen, ma siete interessati alla letteratura, all'illustrazione, alla cultura per l'infanzia e l'adolescenza questa è una buona occasione per cercarla e acquistarla. La trovate nelle principali librerie delle città italiane.

Se volete invece che Miro stesso passi anche da casa vostra qui trovate tutti i modi per invitarlo.

***

Quasi dimenticavo.
Se prima di invitarlo volete dare una sbirciatina al suo percorso quotidiano qui sotto il link diretto per fare un breve tratto di strada con lui.
http://www.libridigitali.info/sfoglialibro/lastradadimiro/

***

A tutti voi un caro saluto e alla prossima.
Prometto che tornerò parlare anche di altro :)

lunedì 13 maggio 2013

680 - La strada di Miro, Luuk Magazine, la giornata mondiale della bicicletta, Marina e Tommaso :)



"Se ogni giorno Miro si fosse spostato in treno o da solo nella sua auto non avrebbe potuto apprezzare né il paesaggio, il suo progressivo cambiamento, né ricevere e dare così tanti saluti diversi! [...]
Ecco è questo la bicicletta: quel saluto lanciato a chi e da chi non ti aspetti, quel senso di libertà, l’andare lontano che poi ti riporta da chi ami di più: dalla mamma o dal papà all’inizio della strada, del viottolo del parco, in cima al marciapiede…
"

In occasione della Giornata mondiale della bicicletta, arriva per "La strada di Miro" una bellissima recensione, per Luuk Magazine, di Marina Petruzio - con la collaborazione preziosa del suo Tommaso: "Questi sono due scienziati mamma, lo so dai capelli e perché hanno le camicie bianche".

Che meraviglia leggerla oggi, grazie Marina, grazie Tommaso.
Felicissima di sapere che Miro è passato anche da voi :)

La strada di Muro su Luukmagazine.com

lunedì 6 maggio 2013

679 - Mi ispirano le mani

Ero nervosa stamani, irrequieta. Forse uno scampolo di strani sogni mi era rimasto impigliato ai capelli, tenendomi appesa, da qualche parte. E non sempre mi piace stare sospesa da qualche parte, specie se non sono io che l'ho deciso, ma uno dei miei strani sogni. 
Quando sono nervosa, irrequieta, sospesa, ho scoperto che vedere immagini che mi piacciono, che mi rilassano, mi fa stare bene, mi riporta in stato di grazia. Più di ogni altra cosa sono forse sempre le immagini che mi curano. 
Così appena ho avuto un attimo di buon tempo mi sono collegata alla mia bacheca più amata di Pinterest, inspire me, e mi sono lasciata ispirare e riportare a casa dalle sue immagini. 
Specie da quelle che rappresentano mani.

Sono affascinata dalle mani. Trovo siano la parte più vera di una persona. C'è chi basa la sua prima impressione sullo sguardo, sulla camminata, sulla postura. Io mi baso - molto - sulle mani. Le mani non ingannano quasi mai. Sulle mani ci sono scritte le nostre abitudini, sono registrati i ricordi,  scorre la nostra storia. Anche se stanno ferme, dicono tantissimo. Se poi iniziano a muoversi narrano più di un libro. 
Probabilmente non sono la sola a leggere le mani. Chissà quanti di voi che state leggendo adesso me, praticate lo stesso tipo di interpretazione.

E così, stamani, ho lasciato che immagini di mani curassero la mia inquietudine, soffiassero sulle mie nubi.


Mani raccolte in grembo,  piene di grazia,



 
 mani che aiutano il vento a soffiare in un abito



le mani di Biancaneve - subito dopo, subito prima,



 mani che si fanno rami,



 
 e nido,



 mani che giocano col sole,



mani che aiutano a leggere - vecchi accoglienti libri,



mani che raccontano.


***

Ricordo che una volta, anni fa, stavo navigando su uno dei battelli che raggiungono paesi e località sulle coste dei dintorni. 
Era un giorno della prima estate, non c'era molta gente a bordo: qualche turista in anticipo sulla stagione e un gruppo di anziani francesi in gita, forse una trentina di persone. 
Il sole era accecante, avevo così abbassato la tela del mio cappello, mentre ci avvicinavamo alla costa per raggiungere uno dei posti di fermata, quello dove sarebbero scesi i francesi. Che infatti avevano iniziato a prepararsi raccogliendo le loro cose. 
Io avrei proseguito, potevo così rimanermene tranquilla sulla panca di prua, appoggiata al legno caldo della barca. 
Con la tesa del cappello abbassata, non potevo vedere in quel momento il paesaggio di fronte, né i visi delle persone che si apprestavano a scendere, ma avevo una vista privilegiata sulle loro mani. Che mi sfilarono tutte di fronte, mentre loro raggiungevano la passerella di discesa. 
Che momento irripetibile! Ero ammaliata e affascinata da questo passaggio di mani!
La discesa da una barca avviene in modo lento, c'è da fare attenzione, specie per un attimo, quello del primo passo verso la terra; si è sospesi in quel momento tra il bordo e la passerella, e specie se chi sta scendendo non ha l'agilità della gioventù tutto avviene con molto indugio. Dando a me tutto l'agio per poterle osservare bene quelle mani, che in alcuni casi mi si soffermavano di fronte anche piuttosto a lungo. 
C'erano mani quiete, altre più ansiose, alcune molto segnate dagli anni e dal lavoro, altre più levigate e curate, alcune nude, altre con una consumata fede nuziale, altre ancora con due fedi, una sovrapposta all'altra; due mani si tenevano per mano, una indossava vecchi anelli di oro brunito, un'altra un vecchissimo orologio dal cinturino nero... Non potevo fare a meno di pensare a quanto avessero accarezzato e curato, quanti orli avessero cucito, quanta farina impastato, quante viti avvitato, quanti pacchi trasportato, quante serrature avessero aperto, quanto si fossero massaggiate una con l'altra, quanto si fossero agitate litigando, quanto avessero colpito con ira un'altra creatura, quanto si fossero fatte nido, e infine raccolte quietamente in grembo.
Con molta determinazione mi ero imposta di non alzare lo sguardo: non volevo vedere i volti che a quelle mani appartenevano. No, di quelle persone incontrate per caso in un giorno di prima estate, io volevo conoscere la storia attraverso le mani che mi passavano davanti. 
Scesero tutti. La barca si allontanò dalla costa e riprese la navigazione. 
Io rimasi con la schiena appoggiata al legno caldo della barca e la tesa del cappello abbassata, pensando che un'occasione del genere era stata un regalo unico e graditissimo. 
Ancora oggi le ricordo, tutte quelle mani. 

***

(tutte le immagini sono tratte da Pinterest. cliccando su ognuna delle foto, nella bacheca stessa, potrete giungere alle sue fonti)

giovedì 2 maggio 2013

678 - Per me è Via degli Aranci - avrebbe dovuto essere ispirazioni e gioie semplici

Ed ecco Maggio.
Poiché siamo all'inizio di un nuovo mese, avrei - me lo ero proposta per tutto l'anno - voluto introdurlo con una serie di suggestioni: poesie,  riflessioni, ispirazioni e gioie semplici.
In realtà mi accorgo di non essere ispirata io stessa per una cosa del genere. Non mi sono imbattuta, ultimamente, in nessuna bellissima poesia da condividere, e non mi sento in vena, in questo momento in cui sono stanca e indaffarata, di dare suggerimenti che io per prima non potrei seguire.

Voglio il più possibile essere autentica, questo è il mio unico comandamento al momento - da qualche tempo sempre più imperativo.

E dunque come lo introduco Maggio?
Vi offendereste se lo facessi con una serie di foto scattate nell'ultimo periodo?
Non credo, siete persone sportive... :)

Andiamo così assieme a cantar Maggio con:

 
Avete notato come le luci siano decisamente cambiate? Il bianco e il verde sono colori padroni di questo periodo. Quanto ne avevamo bisogno! E proprio il bianco e il verde, mi accorgo, sono gli elementi che ho maggiormente catturato con i miei scatti.
In questa prima foto vedete il grande albero di Magnolia Giapponese che caratterizza il mio giardino.
Si trova proprio di fronte all'entrata,  è un albero molto vecchio - quando sono arrivata in questa casa era già lì da anni -  che nel tempo ci è sfuggito di mano crescendo a dismisura. E' enorme.
Per me, se qualche astronauta di passaggio - ne passano ancora? - guarda da questa parte non può fare a meno di notarlo.
Io la chiamo Regina.
(Del resto è un'albera)






 
Un tratto di sentiero, l'ultimo, prima di raggiungere il Rifugio Margherita
Mi piace uscire da casa - io abito sul livello del mare, e, arrampicandomi per sentieri, raggiungere la massima altitudine che mi sia consentita usando solo le gambe - nel poco o tanto tempo che ho a disposizione. Il Rifugio Margherita si trova a 800 metri circa di altitudine. Non male, per la camminata di un pomeriggio. 
Ci sono capre selvatiche lassù. Mi diceva un abitante del posto, che sono capre rimaste senza padroni, si sono così raggruppate in gregge (una cinquantina di elementi) e sono adesso loro le vere padrone, Non è difficile scorgerle su qualche dirupo. E se anche non si faranno vedere si faranno sentire (odore, belati in lontananza, tracce del loro passaggio, escrementi).


E qui siamo al rifugio stessso, seduti su una panca di legno di fronte all'inizio del sentiero di discesa. Mentre ci riposavamo in attesa di riprendere il cammino del ritorno abbiamo avuto sole, nebbia, pioggia, di nuovo sole, tutto in un rapido sorprendente susseguirsi. Da quando ho fatto mia la convinzione che la natura, il luogo, abbiano con noi un continuo dialogo, noto così tanti particolari che prima non vedevo. Per cui, secondo me, quello è stato il modo del luogo di salutarci: regalandoci uno spettacolo di splendida varietà. Noi ringraziamo a nostra volta.


Amo i micromondi - sono ovunque attorno a noi.
 


E questa invece è la finestra della mia cucina durante una sera di pioggia. Stavo cucinando una zuppa e il vetro tutto appannato è irresistibile, rivela cose che i vetri nitidi non rivelano - specie mentre si fa sera...


 
Ancora la Regina.
Amo guardare attraverso i suoi rami. 
Non sembrano farfalle posate per un breve attimo, tutti quei i fiori?


Qui si torna a camminare. Sono affascinata e incuriosita dalle lastre di pietra che sulle colline qui attorno si snodano a volte  a delineare percorsi lunghissimi. Penso fossero originariamente linee di confine. E però, la loro disposizione che varia - a volte sono così come le vediamo qui in fila una dopo l'altra, altre a spina di pesce, altre ancora seguono schemi diversi molto vari - mi fa pensare anche a significati ancestrali legati ad antichi riti. Non ricordano un po' dei Menhir in miniatura? Ho scoperto poi, recentemente, che in montagna, nella zona del cuneese credo, vengono chiamati Madonnine. Questo mi fa ancora più propendere per aspetti magico-ancestrali. Non posso infatti immaginare l'enorme fatica di trasportarli fino in altitudine, per poi disporli, a centinaia, uno dopo l'altro, e così ben piantati che ancora a distanza di forse un secolo, o ancora di più, sono ancora lì ad accompagnare il nostro cammino. Tutto questo solo per delineare confini? Mmmhhhh. Non mi risuona come unica spiegazione...



Una delle spiagge di città, colta in un pomeriggio di primo sole. Mi piace vederla frequentata da tutto un pubblico colorato, un po' naif. Tra poco verrà chiusa, blindata da cabine. Ed è invece una cosa questa che il mio animo hippy e libertario detesta fin nel profondo. Non si vedrà più il mare passando e si potrà entrare solo pagando un pedaggio: che profonda inaccettabile ingiustizia...


Anche qui siamo in città. La via si chiama via Diaz (credo... con i nomi, anche delle vie, sono una frana...). Del resto per me è Via degli Aranci. Non è difficile capire il perché, giusto?

***


Uh, ma abbiamo già finito? Così pare.
Quasi mi dispiace, ci avevo preso gusto, avrei potuto continuare a raccontare per tutta la sera (e riguardando le foto, ci sarebbe anche tanto da aggiungere)

E pensare che iniziando il post non avevo assolutamente idea di cosa avrei scritto.
E' proprio vero che nell'incertezza basta fare il primo passo e che non dobbiamo farci ingannare da noi stessi e dai - tutti nostri - timore, pigrizia, e tutto il resto dell'ambaradan che siamo così abili ad usare per crearci blocchi di ogni genere.

Benvenuto Maggio.
Con un caro abbraccio a tutti voi che avete letto :)


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